Alcuni giorni fa, ho ricevuto una comunicazione da TRENITALIA che mi negava la possibilità di avere un rimborso sotto forma di un bonus, in seguito al ritardo di un treno ES del quale mi ero servito.
Vi allego qui sotto la lettera di protesta che ho mandato a Trenitalia, in caso di ulteriore risposta negativa, ricorrerò ad una associazione di consumatori, in quanto ritengo che le loro spiegazioni siano davvero assurde.
Vi invito a farvi valere, per quanto vi sia possibile, sia in un caso come questo inerente a Trenitalia, ma sopratutto in tutti i casi che ci propone il vivere nella nostra società che di fatto spesso ci propone anche ingiustizie ben più gravi di questa che ho subito io. Questo per cercare di far rispettare questi piccoli diritti che sembra dobbiamo avere in una società civile, ma che di fatto ci vengono assurdamente negati.
Spettabile Trenitalia.
Faccio riferimento alla mia richiesta di bonus, presentata in data 08/01/2008 relativa al treno 9426 del giorno 30/12/2007, partito da Roma alla volta di Milano alle ore 6:30, alla quale avete risposto dandomi un esito negativo con la vostra lettera protocollata con il n° 080211-27-134 del 12/02/2008.
Sono veramente stupito dalla vostra risposta che addebita il ritardo a cause metereologiche.
Ricordo che si trattava del 30/12!!!!
Si trattava di una bella mattina di sole con temperature rigide, presumibilmente di alcuni (4-5) gradi sotto zero e con un poco di nebbia che però lasciava una visibilità di qualche centinaio di metri. Tutto questo in alcuni tratti del percorso fra Roma e Firenze.
Tutto questo per dire che le condizioni non erano così disperate, soprattutto alla luce della tecnologia attuale che davvero non può far pensare che una situazione simile possa essere di danno ad un convoglio modernissimo come un ES.
Questo significherebbe che i cittadini del nord dell’Italia o delle regioni montane, sono di fatto, quasi sempre, esclusi da ogni possibilità di bonus visto che quelle condizioni sono abituali in quei territori.
Davvero le ragioni metereologiche sembrano una forzatura assurda per negare comunque la possibilità di riconoscere il bonus.
MA VI DIRO’ DI PIU’…
Il personale del treno, sia direttamente che con avviso dell’altoparlante, nella sosta che il treno ha fatto in linea fra Roma e Firenze, imputava la sosta stessa ad un: CONTROLLO PER UN PROBLEMA AL MATERIALE ROTABILE. Materiale rotabile appunto, che se anche fosse imputato al gelo non si può imputare alle condizioni metereologiche che, ripeto, erano normali per la stagione. Un ES non si può fermare per qualche grado sotto zero! Se questo accade è da imputare ad un difetto del materiale rotabile e quindi alla sua manutenzione.
MA NON E’ FINITA QUI…
Il treno riprendeva la sua corsa sul binario dispari ad una velocità ridotta ma non lentissima… e veniva superato da un altro ES sul binario pari lanciato a velocità notevole!
Verificavo poi in seguito che effettivamente circa 20 min più tardi doveva viaggiare un ES Roma Venezia che evidentemente stava viaggiando in orario.
Ora, che aveva di diverso l’altro treno che invece del nostro non soffriva il freddo??? L’avevate munito del cappottino????
Scusate la battuta, ma il vostro rifiuto del bonus in questa situazione davvero sfiora il ridicolo, ed è offensivo per i diritti dei viaggiatori.
La cifra è di poco conto, ma è una questione di principio e se non avrò un riscontro positivo, mi riservo il diritto di rivolgermi ad una associazione di consumatori.
RingraziandoVi comunque,
Renato Castelli.
giovedì 6 marzo 2008
martedì 4 marzo 2008
Nuovo testo
Aggiunto un testo usato nell'introduzione dello spettacolo con gli Jentu, cliccare qui e buona lettura.
giovedì 21 febbraio 2008
pastiglie...
Ognuno di noi ha in casa il suo armadietto pieno di pastiglie, mal di testa, mal di denti, per mille altre cose ancora che accompagnano il nostro essere vivi.
Cominci al mattino, quando dalla cucina ti richiama il sapore di caffelatte assieme a quello del pane burro e marmellata, è una sensazione che va dagli occhi al cervello e il profumo sale con piccoli cerchi e con avvitamenti e ti invade la testa entrando nel naso e poi su su fino al cervello passando dai polmoni.
E poi cominci con la prima pastiglia...
Già, il tempo passa e il piccolo male che è stato di un tempo passato, ora è rimasto con una consuetudine che ti hanno detto necessaria per prevenire guai peggiori.
Una piccola gioia da vivere prima di ritornare a fare i conti con i tanti mali oscuri, alle mille inquietudini che percorrono i bianchi corridoi del vivere che non sai dove ti portano. E se guardi infondo non sempre vedi una luce, una speranza, ma ad una luce o ad una speranza ti aggrappi.
E c’è anche per questo un’altra pastiglia...
Cominci a correre, corri e rincorri una vita che corre più forte di te, manca sempre qualcosa per scacciare ombre e belve e quella belva che ti invade la testa grida troppo forte e ti ci trovi faccia a faccia, ha un viso strano, con tanti segni dei tanti giorni che son passati spingendo il tuo incedere in una direzione che avresti voluto diversa, o anche piena di qualcos'altro che non riesci a districare.
Forse hai semplicemente dormito male, forse dopo il tanto correre senti che la tua corsa non basta mai per arrivare sul podio e la testa fa male
Tranquilli, anche per questo c’è la pastiglia giusta...
Ma adesso è ora di divertirsi, anche per questo c’è la pastiglia giusta...
quella che ti fa perdere in un dolce oblio e ti fa viaggiare al di sopra della realtà.
ATTENTI RAGAZZI!!!
Sono pastiglie che vi usano e abusano di voi, rendendovi ingranaggi di una vita che vi usa come i birilli del bowling. State li dritti e incuranti delle bufere finchè non arriva la boccia e non sai che succederà a te e a ciò che hai intorno.
Quella pastiglia rende leggero l'animale lurido che si impossessa di voi. Quell'animale vi parla di incoscienza ed è facile seguire la sua nenia che incanta, che vi porta in un sogno, ma vi impedisce di sognare.
Quella nenia si insinua nella coscienza e uccide amore, fantasia e solidarietà.
No, basta!!!!
Le uniche pastiglie cha davvero aiutano sono quelle che sanno del fresco di un mattino che vi invade i polmoni, sono quelle del sapore frizzante di un sorriso che vi fa saltare il cuore come un raggio di sole che gioca con un onda del mare, sono quelle della musica dolce di un ciao pronunciato da una persona che vi apre le porte del cuore.
Sono quelle che hanno il sapore dell'orgoglio che si prova quando, ancora una volta, ci si è provato da soli a prendere la rincorsa per volare.
E vi garantisco che il sapore di queste ultime pastiglie... è davvero buono!
CORAGGIO RAGAZZI...
dovete vivere del piacere di vivere forte di voi stessi, di quando avete sudato, avete lottato e creduto in un ideale, quando siete caduti e vi siete rialzati, magari allungando una mano per trovare quella di un amico, sapendo che poi l'avreste allungata voi per farla diventare un gancio in mezzo al cielo per qualcuno...
Provate ad amare ed ad amarvi un po’ di più, con il corpo e con l’anima e vi dimenticherete di quelle pastiglie, del fumo e dell’alcol che vi stordisce.
La più grande sconfitta, è ritrovarsi un giorno a doverci dire che abbiamo smesso di provare a vivere.
Renato
Cominci al mattino, quando dalla cucina ti richiama il sapore di caffelatte assieme a quello del pane burro e marmellata, è una sensazione che va dagli occhi al cervello e il profumo sale con piccoli cerchi e con avvitamenti e ti invade la testa entrando nel naso e poi su su fino al cervello passando dai polmoni.
E poi cominci con la prima pastiglia...
Già, il tempo passa e il piccolo male che è stato di un tempo passato, ora è rimasto con una consuetudine che ti hanno detto necessaria per prevenire guai peggiori.
Una piccola gioia da vivere prima di ritornare a fare i conti con i tanti mali oscuri, alle mille inquietudini che percorrono i bianchi corridoi del vivere che non sai dove ti portano. E se guardi infondo non sempre vedi una luce, una speranza, ma ad una luce o ad una speranza ti aggrappi.
E c’è anche per questo un’altra pastiglia...
Cominci a correre, corri e rincorri una vita che corre più forte di te, manca sempre qualcosa per scacciare ombre e belve e quella belva che ti invade la testa grida troppo forte e ti ci trovi faccia a faccia, ha un viso strano, con tanti segni dei tanti giorni che son passati spingendo il tuo incedere in una direzione che avresti voluto diversa, o anche piena di qualcos'altro che non riesci a districare.
Forse hai semplicemente dormito male, forse dopo il tanto correre senti che la tua corsa non basta mai per arrivare sul podio e la testa fa male
Tranquilli, anche per questo c’è la pastiglia giusta...
Ma adesso è ora di divertirsi, anche per questo c’è la pastiglia giusta...
quella che ti fa perdere in un dolce oblio e ti fa viaggiare al di sopra della realtà.
ATTENTI RAGAZZI!!!
Sono pastiglie che vi usano e abusano di voi, rendendovi ingranaggi di una vita che vi usa come i birilli del bowling. State li dritti e incuranti delle bufere finchè non arriva la boccia e non sai che succederà a te e a ciò che hai intorno.
Quella pastiglia rende leggero l'animale lurido che si impossessa di voi. Quell'animale vi parla di incoscienza ed è facile seguire la sua nenia che incanta, che vi porta in un sogno, ma vi impedisce di sognare.
Quella nenia si insinua nella coscienza e uccide amore, fantasia e solidarietà.
No, basta!!!!
Le uniche pastiglie cha davvero aiutano sono quelle che sanno del fresco di un mattino che vi invade i polmoni, sono quelle del sapore frizzante di un sorriso che vi fa saltare il cuore come un raggio di sole che gioca con un onda del mare, sono quelle della musica dolce di un ciao pronunciato da una persona che vi apre le porte del cuore.
Sono quelle che hanno il sapore dell'orgoglio che si prova quando, ancora una volta, ci si è provato da soli a prendere la rincorsa per volare.
E vi garantisco che il sapore di queste ultime pastiglie... è davvero buono!
CORAGGIO RAGAZZI...
dovete vivere del piacere di vivere forte di voi stessi, di quando avete sudato, avete lottato e creduto in un ideale, quando siete caduti e vi siete rialzati, magari allungando una mano per trovare quella di un amico, sapendo che poi l'avreste allungata voi per farla diventare un gancio in mezzo al cielo per qualcuno...
Provate ad amare ed ad amarvi un po’ di più, con il corpo e con l’anima e vi dimenticherete di quelle pastiglie, del fumo e dell’alcol che vi stordisce.
La più grande sconfitta, è ritrovarsi un giorno a doverci dire che abbiamo smesso di provare a vivere.
Renato
giovedì 31 gennaio 2008
"Pica" nuovo cd di Davide Van De Sfroos
E dopo la splendida serata che Davide Van De Sfroos ci ha regalato a Paullo nel novembre scorso, non posso esimermi dal comunicarvi con mio grande piacere le prossime novità sul suo conto.
L'8 febbraio esce il nuovo cd del Davide, "Pica" che è il grido con cui i Minatori diFrontale esortavano sè stessi al loro duro lavoro, un grido che diventa un suono nel tentativo di rendere umano e sopportabile il duro lavoro della miniera.
A questo seguirà un altro appuntamento importantissimo... il 19 aprile al Datch Forum di Milano, unico concerto invernale del Davide, credo che sarà un concerto da ricordare sicuramente.
per questa occasione vi segnalo tre punti vendita dei biglietti che non appaiono ancora nelle rivendite ufficiali.
Farmacia Re 20038 Seregno (MI) Via Parini, 66 tel o362 236154
Bar Oratorio San Luigi Bareggio (Mi) Via iv Novembre 42 Tel 02 9013270 3290976530
Bar Oratorio Frassati Paullo (Mi) Via Mazzini 31 Tel 0290632023 3471124523
Per quanto potete, vi invito a comprare i biglietti in queste situazioni, perchè in queste realtà una parte del prezzo del biglietto viene devoluto per scopi benefici.
Forza gente, accorrete.
Renato
martedì 29 gennaio 2008
E sempre collegandomi all’avventura di Scarabelli, un'altra cosa mi sembra degna di nota.
Matteo raccontava di come riusciva a relazionare con persone di etnie così diverse nei modi più disparati possibili, ma questo dà misura di come in realtà, usando le sue parole, noi conosciamo davvero poche lingue straniere.
Già, era magari facile che in Egitto si trovassero giovani che, avendo lavorato nei villaggi turistici Italiani, conoscessero l’Italiano, ma non parlavano poi altra lingua che l’arabo. Questo per dire come la nostra conoscenza delle lingue straniere che si studiano tradizionalmente, spesso risulti insufficiente davanti a quella parte di mondo che sta diventando sempre più terreno emergente nella società e nella socialità di oggi.
Questo tipo di situazione si ripeteva spesso attorno al mediterraneo, ma anche in altre zone che per la crescita economica stanno diventando importanti. Mi riferisco a molti paesi Asiatici e dell’Europa dell’est.
Eliana aveva una naturale predisposizione per le lingue straniere, parlava ormai con l’uguale naturalezza dell’Italiano, Inglese e Francese e molto bene anche il Tedesco.
La sua base classica l’aveva molto aiutata in questo, aveva lungamente studiato il latino.
Bene, nonostante tutto, aveva già sentito l’esigenza di studiare anche lo Spagnolo ritenendola una lingua emergente. La cosa poi non è avvenuta in modo approfondito perché essendo molto impegnata negli studi ( lo Spagnolo mi diceva che ha una grammatica fra le più impegnative), in quel momento non si sentiva di affrontare anche quello studio che rappresentava un qualcosa in più al quale non aveva troppe energie da dedicare.
Nei circuiti turistici le nostre lingue europee si possono parlare facilmente, ma poi quando ci si rivolge alle persone comuni, ci possono essere grosse difficoltà, ed è soprattutto a quelle persone che per lavoro poi ci si trova a fare riferimento.
Ora, al di la dello Spagnolo come lingua emergente, consiglio vivamente ai nostri ragazzi di guardare davvero oltre, di guardare a quei paesi di nuova economia che presto si dimostreranno molto importanti per i nostri mercati e per le nostre relazioni interculturali… è importante sapere almeno una delle lingue di quei paesi, l’Arabo, il Cinese, il Russo, il Giapponese, ecc ecc…
Tenete conto, ragazzi, che quando si è all’estero una lingua straniera già la si conosce, la propria… e questo abbinato alla conoscenza della lingua del paese dove vi trovate, dà indubbi vantaggi di sviluppo lavorativo di buon livello, coraggio quindi, anche se sembrano ostiche… studiate almeno una di quelle lingue che domani possono fare la differenza, in Italia come all’estero.
Renato
Matteo raccontava di come riusciva a relazionare con persone di etnie così diverse nei modi più disparati possibili, ma questo dà misura di come in realtà, usando le sue parole, noi conosciamo davvero poche lingue straniere.
Già, era magari facile che in Egitto si trovassero giovani che, avendo lavorato nei villaggi turistici Italiani, conoscessero l’Italiano, ma non parlavano poi altra lingua che l’arabo. Questo per dire come la nostra conoscenza delle lingue straniere che si studiano tradizionalmente, spesso risulti insufficiente davanti a quella parte di mondo che sta diventando sempre più terreno emergente nella società e nella socialità di oggi.
Questo tipo di situazione si ripeteva spesso attorno al mediterraneo, ma anche in altre zone che per la crescita economica stanno diventando importanti. Mi riferisco a molti paesi Asiatici e dell’Europa dell’est.
Eliana aveva una naturale predisposizione per le lingue straniere, parlava ormai con l’uguale naturalezza dell’Italiano, Inglese e Francese e molto bene anche il Tedesco.
La sua base classica l’aveva molto aiutata in questo, aveva lungamente studiato il latino.
Bene, nonostante tutto, aveva già sentito l’esigenza di studiare anche lo Spagnolo ritenendola una lingua emergente. La cosa poi non è avvenuta in modo approfondito perché essendo molto impegnata negli studi ( lo Spagnolo mi diceva che ha una grammatica fra le più impegnative), in quel momento non si sentiva di affrontare anche quello studio che rappresentava un qualcosa in più al quale non aveva troppe energie da dedicare.
Nei circuiti turistici le nostre lingue europee si possono parlare facilmente, ma poi quando ci si rivolge alle persone comuni, ci possono essere grosse difficoltà, ed è soprattutto a quelle persone che per lavoro poi ci si trova a fare riferimento.
Ora, al di la dello Spagnolo come lingua emergente, consiglio vivamente ai nostri ragazzi di guardare davvero oltre, di guardare a quei paesi di nuova economia che presto si dimostreranno molto importanti per i nostri mercati e per le nostre relazioni interculturali… è importante sapere almeno una delle lingue di quei paesi, l’Arabo, il Cinese, il Russo, il Giapponese, ecc ecc…
Tenete conto, ragazzi, che quando si è all’estero una lingua straniera già la si conosce, la propria… e questo abbinato alla conoscenza della lingua del paese dove vi trovate, dà indubbi vantaggi di sviluppo lavorativo di buon livello, coraggio quindi, anche se sembrano ostiche… studiate almeno una di quelle lingue che domani possono fare la differenza, in Italia come all’estero.
Renato
giovedì 17 gennaio 2008
domenica 13 gennaio 2008
Gli occhi degli uomini semplici
Ieri sera ero ad una serata organizzata dal gruppo Pedale Paullese, una serata in cui un giovane giornalista, Matteo Scarabelli, ha raccontato con vivacità, divertendo e divertendosi, un suo viaggio in bicicletta attorno al bacino del mediterraneo.
Impressionante lo scorrere delle immagini visive e raccontate del suo viaggio attraverso popoli molto diversi per cultura e tradizioni, storia e religione. Ma impressionante anche la similitudine fra i singoli personaggi umani, tutti in cerca di una vita dignitosa e tranquilla, una vita volta a guardare al futuro con un minimo di speranza.
Per questo vi rimando a quella parte del testo teatrale che abbiamo aggiunto nella sezione Pensieri e parole, testo spettacolo teatrale con Giovanni Baglioni. (Clicca QUI' per accedere direttamente)
Renato
Impressionante lo scorrere delle immagini visive e raccontate del suo viaggio attraverso popoli molto diversi per cultura e tradizioni, storia e religione. Ma impressionante anche la similitudine fra i singoli personaggi umani, tutti in cerca di una vita dignitosa e tranquilla, una vita volta a guardare al futuro con un minimo di speranza.
Per questo vi rimando a quella parte del testo teatrale che abbiamo aggiunto nella sezione Pensieri e parole, testo spettacolo teatrale con Giovanni Baglioni. (Clicca QUI' per accedere direttamente)
Renato
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